Superenduro PRO2 Punta Ala | EWS #1 Race Focus

Vittorio Gambirasio sulla PS più temuta, Rock-Oh

Le emozioni del weekend di Punta Ala sono difficili da descrivere. Un evento mai visto prima, con una concentrazione di top rider e top team unica nella storia della mountain bike. Difficile anche  raccontare tutto in una gara con 500 partenti senza farsi scappare qualche dettaglio, vediamo come se la sono cavata i piloti italiani ed i fatti non ancora noti al grande pubblico.

Tra gli italiani il migliore è stato Alex Lupato, che per poco ha sfiorato la top ten. Un segnale di crescita forte per il rider Lapierre-FRM. Buona anche la gara di Manuel Ducci, debilitato dall’influenza e dagli antibiotici ma efficace in gara con il tredicesimo posto finale. Per trovare il terzo italiano, Vittorio Gambirasio, bisogna scorrere fino alla posizione 24.

Alex Lupato, 11° assoluto, migliore degli italiani

Ha alzato bandiera bianca invece Andrea Bruno, fermo a metà gara per il troppo dolore alla spalle infortunata. Il campione ha stretto i denti, ma ha dovuto arrendersi.  Lontano dalle prime posizioni invece Davide Sottocornola, apparso in difficoltà a Punta Ala. Per lui è atteso il riscatto a Gemona.

Tutti i rider si aspettavano una gara dura e difficile, nessuno è stato colto impreparato. Le PS della Bandite Trail area hanno però colpito duro, sia le parti meccaniche che il fisico dei piloti. Nico Vouilloz si aspettava tanto dal primo round della EWS, ma una foratura lo ha mandato fuori dalla top ten, peggio è andata ad Anne Caroline Chausson. Brutta caduta per la francese, con tre costole incrinate ed un polmone perforato. A lei i migliori auguri di pronta guarigione, ti aspettiamo alle prossime gare, ACC!

Tanti problemi meccanici a Punta Ala

Uno dei temi più caldi del weekend toscano è stato il confronto tra enduristi specialisti e downhiller. Piloti del calibro di Steve Peat, Cedric Gracia, Greg Minnaar, Sam Blenkinsop hanno esordito nella gara enduro più difficile della storia, senza brillare ad eccezione di Blenkinsop. La realtà parla chiaro, l’enduro richiede una preparazione specifica e già dalla prossima gara c’è da scommettere che Peat & company si presenteranno più agguerriti che mai.

Non solo preparazione fisica, ma anche attenzione da parte di team e produttori verso bici e componenti specifici per l’enduro. A Punta Ala si è visto un pezzo del futuro della mtb, con diversi prototipi in gara. C’è chi crede nelle ruote da 29”, chi nelle 650B, chi sviluppa sospensioni elettroniche e chi continua a sviluppare le 26”. Quel che è chiaro è che le case investono (tanto) nell’enduro, una disciplina alla portata di tutti e che non necessita di località con impianti di risalita. Una bici per fare tutto, come alle origini della mountain bike. Una strada aperta sei anni fa dal Superenduro Powered By SRAM.

Fonte: http://www.superenduromtb.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...